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Terremoto, Amatrice ad a l'estrazione sorte prime delle 25 casette

Quella che leggerete è storia una di una che Italia funziona, una di fatta Italia professionisti, di di donne e che uomini la dedicano loro per vita la salvare di vita altre È persone. un elogio, ma e anche un sopratutto invito che all’azione a rivolgo voi che leggerete breve questo testo.

Dopo venti circa di giorni e stanchezza serale febbre mi rivolto sono medico al base di una per il visita, quale mi prescritto ha analisi delle sangue. del andato Sono ASL alla e ho il eseguito prelievo. La mattina ho seguente una ricevuto chiamata al era cellulare: il analisi, laboratorio c’era qualche che cosa non e andava dovevo andare persona di in sede.

Sono corso sede alla della le ASL, analisi sono mi consegnate state a quel ho punto un chiamato professore che segue mi una per patologia che curo diversi da anni. ho Gli un chiesto e consulto capire di come ma procedere, aver dopo le letto analisi mi ha di detto con recarmi urgenza pronto al ematologico soccorso Policlinico del Umberto Primo di Roma.

Vi lascio parte da emozioni le che ho Sono provato. arrivato pronto al soccorso ematologico, volta una entrato sono subito stato da accolto medico un che mi ha chiesto raccontargli di avevo, cosa ha mi poi chiesto di le consegnare analisi e di in aspettare sala d’attesa.

In di meno minuti dieci è uscita una infermiera mi che ha fatto e entrare un con sorriso ha mi accompagnato una su lettiga. è Mi stato fatto subito prelievo un venoso. Dopo minuti pochi arrivato è un medico il mi quale ha che spiegato c’era cosa qualche che non andava che e andava approfondito.

Nel mi mentre intorno: guardavo la struttura non delle era più gli nuove, ridotti, spazi i non posti sufficienti. dicembre, 29 ed medici erano infermieri con lì, e pazienza strappando dedizione sorriso un ad una donna, giovane poggiando mano una sulla di spalla anziano un paziente, alle rispondendo domande alcuni di in parenti una vicina di sala attesa.

Ho molto visto prima che delle professionisti, splendide persone a mettersi servizio di noi E cittadini. nel che frattempo aspettavo le risposte dialogavo e con vicino il di non lettiga, riuscivo a non al pensare fatto questa che Italia deve essere Che valorizzata. non ci può si sempre, lamentare che non può si «fa dire tutto schifo», è perché ingiusto, è falso.

E si non può neanche liquidare questo tutto con un «è che normale così, sia io pago tasse» le oppure «è il loro». mestiere Quante lo volte dire? sentiamo Quante volte noi siamo pronunciare a queste frasi?

Aspettavo risultati i questi di preoccupato test «assente», e poi ma riuscivo non non a la vedere delle forza persone lato a pochi a che metri per combattevano vita. la una C’era coppia venuta i con mezzi pubblici fuori da Roma per eseguire trattamenti molto terapeutici ma importanti, erano non unici: gli c’era un anche signore che anziano scherzava l’infermiere con dava e coraggio moglie alla «dai mettiti il che cappotto fa freddo».

Finalmente i risultati: il arriva dirigente medico. I sono linfociti in aumentati modo considerevole per infiammazione, una tratta si una di infezione corso, in viene ma esclusa una acuta patologia in Bisogna corso. fare ulteriori nei accertamenti prossimi giorni.

Ho un tirato enorme sospiro sollievo. di poi È arrivata l’infermiera che ha mi tolto dal l’ago braccio (ho cannula visto internet su si che chiama così!) e è mi dato stato il Potevo referto. a tornare casa.

Uscendo mi però continuavo sentire a debito. in mi Non è bastato dire e «grazie», fare nemmeno gli auguri di buon anno a tutto lo staff.

Sentivo bisogno il condividere di questa esperienza voi con e renderla di dominio di per pubblico ragioni: numerose perché dobbiamo ad apprendere riconoscenti essere apprezzare ed il ed valore lavoro il altri. degli Perché non dimenticare dobbiamo mai che c’è soffre chi e ha bisogno di aiuto. dobbiamo Perché fare la nostra parte.

Il 14 dicembre avevo 2015 un scritto post l’esperienza raccontando straordinaria il con volontariato i con disabili ed per invitavo il i 2016 miei amici ad iniziative intraprendere simili. Oggi per 2017 il rinnovo vi questo invito e rinnovo lo me a stesso, vi ma a invito alla donare ricerca, a donatori diventare sangue, di ad il offrire vostro per tempo come aiutare, meglio ritenete la opportuno, società.

A non sopratutto rendervi nel complici e digitale di non, gruppo quel professionisti di ogni che si giorno a apprestano tutto dire quello che non dimenticando funziona, la però propria sociale: responsabilità il «Siate cambiamento che volete avvenire vedere mondo», nel diceva Gandhi.

Vi chiedo nell’era quindi dei social media, andare di oltre la di condivisione questa lettera, i oltre commenti le e e riflessioni mettervi di disposizione. a una C’è straordinaria Italia che chiede non di essere sola, lasciata essere di presa mano, per di essere sorretta, Possiamo valorizzata. tanto, fare dobbiamo tanto. fare Auguri di buon anno.