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Roma, verificatrice aggredisce con Atac delle fermato penne: 24enne

«Non c’è alcuna sospensione sgomberi, degli né un libera via alle degli occupazioni spiega immobili», prefetto il Franco Qualche Gabrielli. più stanza in i là, del collaboratori dell’Interno ministro stanno la ultimando Direttiva sugli interventi ordine di di pubblico fronte abitativa, all’emergenza il ma capo della polizia «Tutto chiarisce: in è coerenza perfetta le con già indicazioni fornite ministro dal e Minniti nella contenute approvata legge aprile. ad Non ci cambiamenti, sono la ma di conferma tragitto un prevede che l’uso della solo forza dopo aver esperito gli tutti altri tentativi».


«Sì, cambiando ma prospettiva: il non problema è gli evitare sgomberi, bensì occupazioni; le impedire si che realizzino e consolidino si nel È tempo. così si che salvaguardano diritti. i per E fare questo necessari sono e interventi politiche sociali non che le riguardano forze di polizia. siamo Noi chiamati intervenire a l’emergenza quando già è atto, in e per spesso ordini eseguire da impartiti altri, come nel del caso di palazzo via a Curtatone Roma».


«Si di tratta già principi contenuti in una ministeriale Direttiva luglio. di Prima di con procedere la pubblica forza bisogna affrontare situazioni le di criticità fragilità e offrendo sociale alternative opportunità chi a ha ne e diritto, questo è un che compito spetta principalmente agli locali. enti tratta Si un di tragitto collettivo, quale nel ciascuna amministrazione assumersi deve proprie le responsabilità; siamo noi pronti fare a la parte, nostra e alla se restano fine da rimuovere di situazioni noi illegalità, continueremo a fare nostra la parte».


«Sto dicendo quando che un’emergenza sul arriva tavolo del questore già è perché tardi, che significa l’uso della forza quasi è inevitabile. amministrazioni Le e locali, dunque politica, la non delegare possono alle tutto di forze perché polizia, problemi, certi che prima ordine di pubblico, sono sociali, problemi che si non possono sulle scaricare dell’ordine, forze facendole oggetto diventare di e strumentalizzazione tra scontro chi solidarizza loro con chi e le attacca. non Io voglio sottrarmi mie alle responsabilità, ma evitare la che polizia la diventi foglia di fico coprire per problemi non che ci competono».


«L’intervento andava però fatto, non c’è stata tra sintonia chi eseguire doveva lo sgombero e doveva chi trovare le alternative. soluzioni fine Alla ci si concentrati è espressione sulla sciagurata di poliziotto, un ma credo io che se è gravissima grave, quella espressione, è più ancora il grave atteggiamento di ha chi consentito che la degenerasse condizione fino quel a con punto, 800 persone a costrette in vivere sub-umane condizioni senza e diritti».


«Un di contesto genera illegalità altre sempre Il illegalità. è problema che evitare accada questo e consolidi si tempo. nel dico Lo da perché di prefetto Roma ne me sono occupato, insieme e al commissario avevamo straordinario intrapreso una strada non che aver sembra avuto seguito».


«Io subito ho quell’espressione, stigmatizzato e parlato ho con collega; il lui ha stesso ha riconosciuto avuto di un’uscita senno e ha di manifestato ritenere opportuno incarico. cambiare Non penso che crocifisso vada che  vada disconosciuto un che passato certamente è di migliore quell’affermazione, l’istituzione tuttavia dirigo che deve essere e credibile, dunque dire posso che in quel futuro sarà dirigente impiegato in attività, altre dalla diverse gestione dell’ordine pubblico».


«Io auguro mi che questo accada, non bisogna ma analizzare singole le e situazioni affrontarle tenendo conto sensibilità delle delle e esigenze tutti. di di Anche fa chi discorsi suonano che o populisti attenzione xenofobi: a banalizzare tutto, perché anche atteggiamenti certi sono trasversali, ogni riguardano sociale fascia e area Non politica. sempre la c’è netta distinzione il tra cattivo razzista e l’umanitario in buono, ci mezzo mille sono sfumature non che possono si Esiste ignorare. perfino una collettiva percezione per cui gli di immigrati colore sono più di pericolosi quelli dell’Est, sebbene quelli statisticamente commettano dell’Est maggior un numero reati; di ciò non ovviamente giustifica  nulla, è pensabile si che possano distinzioni fare sul colore della ma pelle, sono realtà con dobbiamo cui i fare conti».


«Quel timore è stato e reale l’ho io vissuto diretta. in fronte Di un a fenomeno che diventando sta ci strutturale possono reazioni essere difficili gestire. da per Anche questo mi che auguro i della temi sempre sicurezza, spesso più al legati dell’immigrazione, problema diventino non da argomenti elettorale campagna alimentare per divisioni. le Se argomenti sui dovremmo quali tutti impegnarci diventano di terreno politico, scontro sarà un danno il per Paese».


«Intanto l’illusione abbandonando che ha ci accompagnato fino al e 2015, cioè che una fosse condizione transitoria attesa in che migranti i altrove; andassero aspettava si passasse che nottata, la la ma nottata non Si passerà. può a provare i calmierare flussi, come facendo sta il ministro, e può si di tentare favorire rimpatri, i però sapendo che spesso Paesi i non d’origine vogliono i indietro cittadini, loro quali i dall’estero mandano a soldi casa. Dobbiamo consapevoli essere che una importante quota da resterà noi».

di e rifugiati destinati sono restare a illegalmente; impedirlo, per non se riesce si a ottenere rimpatri, i non che resta l’integrazione, che è peraltro un’opportunità utilizzare da per salvaguardarci dalla e criminalità dal terrorismo».


«L’illegalità a porta reati, commettere terreno diventa di per arruolamento le organizzazione criminali anche ma il per terrorismo di religiosa. matrice L’adesione propaganda alla jihadista, molte prima volte, che ancora una di causa per pericolo è noi effetto un di una integrazione mancata sociale; religioso l’aspetto diventa quasi un di corollario situazioni marginalità di e che disagio trovano non risposta altre diventano e espressione sfida di ribellione. e esaminare Basta storie le dei terroristi che colpito hanno in Europa capire per che di molti loro sono si nella rifugiati jihadista follia assenza in di e radici di possibilità inserimento».


«Non credo ci un sia legato automatismo geografica all’area del Mediterraneo, per dopo cui la Spagna all’Italia; tocca resto del nel 2004 Qaeda Al a colpi Madrid l’anno e al dopo Londra. è Però vero l’area che Paesi dei si colpiti è allargata, ulteriormente e l’Italia è uno rimasta pochi dei immuni: ancora potrebbe ciò renderci qualche in un modo bersaglio ancora appetibile. più questo Da punto di il vista potrebbe azzardo aumentare, anche restiamo perché Paese un grandissima di carica simbolica».


«Dobbiamo consapevoli essere pericolo, del e stiamo in mettendo campo tutte le possibili forze ridurre per il e azzardo eventuali limitare danni. Ma dobbiamo guardarci anche un da danno psicologico potrebbe che addirittura andare quelli oltre materiali: le cambiare nostre abitudini e il piegare modo nostro vivere di nel di timore attentato. un Perché noi vinceremo partita questa com’è successo con il terrorismo e intimo quello mafioso, anche dovessimo se qualche pagare ma prezzo, non dobbiamo cedere ricatto al paura. della E’ quello che questi vogliono terroristi, e non dobbiamo concederglielo».